TORTA VEGANA PERE E CIOCCOLATO

Questa torta vegana di facile esecuzione la trovo estremamente buona e al primo morso ti renderai conto che, anche se alcuni ingredienti come le uova o il burro non sono presenti, il suo sapore è estremamente coinvolgente.

Ho cominciato a farla per i clienti di un bar che ho avuto qualche anno fa; molti di loro erano vegani e chi non lo era apprezzava comunque il sapore intenso di questa torta.

L’esecuzione, come ti ho già detto, è molto semplice e avrai bisogno solo di un mestolo, un recipiente e naturalmente la tortiera.

Le pere che di solito utilizzo sono quelle che ho in casa. Comunque prediligo le Kaiser o le Abate perché sono grandi e saporite.

La cioccolata deve essere rigorosamente fondente. Se non hai voglia di tagliuzzare i cubetti di cioccolato puoi tranquillamente usare le gocce (sempre fondente).

Ingredienti:
170 gr di farina integrale
100 gr di farina 0
140 gr di zucchero di canna
150 gr di cacao in polvere amaro
60 ml di olio di semi
350 ml di latte di soia
3 grosse pere a pezzetti
1 pera per la decorazione
70 gr di cioccolato fondente
3 cucchiaini di lievito per dolci

Amalgama tutti gli ingredienti tra loro e per ultimo aggiungi le pere tagliate a pezzi. Disponi l’impasto in una teglia da forno e decora la torta con la pera rimasta disponendola, a fette sottili, a raggiera su di essa. Per un effetto più scenico lasciaci la buccia. Quando la torta sarà ben fredda potrai decorarla con dello zucchero a velo.

Al posto del latte di soia prova altri tipi di bevande, tipo il succo alla pera se preferisci oppure il latte di mandorle o quello di riso. Insomma prova a sperimentare come meglio ti piace, vedrai che sarai soddisfatta della tua idea in cucina.

Inforna a 180° a forno, ventilato. Non ti dico il tempo di cottura perché dipende dal tuo forno e da quanto è venuta alta la tua torta; comunque fai sempre la prova stecchino inserendolo all’interno della torta: se rimane umido la torta non è ancora pronta (fallo almeno due volte perché se prendi la cioccolata che è fusa ti da un falso risultato); se invece lo stecchino è asciutto allora levala dal forno, è pronta!.

Ultimo consiglio che ti voglio dare: usa una tortiera bassa e larga perché il tempo di cottura sarà inferiore e ti verrà molto più morbida.

Lascia che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo.
Ippocrate

RISOTTO ALLA MILANESE

Questa ricetta è conosciuta in tutto il mondo e fa parte della tradizione culinaria milanese. Questo piatto sembra sia nato alla fine del 1500 quando, un pittore di nome Zafferano lo inventò per gioco. Incaricato di dipingere le vetrate del duomo di Milano il pittore era solito usare questa spezia sulla sua tavolozza di colori; e questa sua abitudine la utilizzò durante il matrimonio della figlia di Mastro Valerio di Fiandra mettendola all’interno del risotto per renderlo dello stesso colore dell’oro.

Vi ripropongo la ricetta del risotto alla milanese con l’ossobuco in gremolada dato che questi due piatti sono, per eccellenza, il classico accostamento

Ingredienti per il risotto (4 persone):
– 350 gr di riso superfino
– 1 lt ddi brodo di carne
– 50 gr di burro
– 25 gr di Parmigiano grattugiato
– 1 piccola cipolla bianca tritata
– 1 cucchiaio di midollo
– 1/4 di tazza di vino bianco
– 1 cucchiaino di zafferano in polvere
– pepe bianco, sale

Ingredienti per l’ossobuco:
– 4 ossobuchi
– burro
– vino bianco
– brodo
-farina
– sale, pepe
Per la gremolada:
– aglio
– prezzemolo
-buccia di limone

Per il risotto fai tostare il riso in una padella senza aggiungere grassi. A parte rosola la cipolla con metà del burro. La cipolla non deve friggere troppo, quindi aggiungi un pò di brodo per farla stufare. Quando il riso risulta ben tostato mettilo nella pentola insieme alla cipolla, aggiungi il vino bianco caldo e fallo evaporare. La regola vuole che prima di aggiungere ulteriori ingredienti l’alcool all’interno del vino deve essere completamente evaporato; quindi annusalo e se senti ancora odore di vino aspetta!!

Nel frattempo fai sciogliere a fiamma bassa il midollo in un pentolino e colalo sul riso passandolo da un setaccio per togliere piccoli pezzi di osso che potrebbero essere rimasti attaccati.
Aggiungi il brodo bollente (non lo mettere tutto, aspetta di vedere quello che prende) e fai cuocere il riso a fiamma bassa chiuso con un coperchio. Non lo girare in continuazione, il riso non deve essere girato mai, solo quando aggiungi gli ingredienti. Quindi posa quel mestolo di legno e fallo cuocere in santa pace….

Nel frattempo sciogli il tuo zafferano in poco brodo caldo; aggiungilo al risotto insieme al sale e al pepe…giralo per mescolare gli ingredienti e continua la cottura fino a che il riso sia cotto al dente.

Perfetto!! Il riso alla milanese è cotto ma devi ancora aggiungere gli ultimi due ingredienti che ti servono per mantecarlo: il burro e il Parmigiano. Un piccolo trucco: quando aggiungi il burro e il parmigiano non toccare il riso ma coprilo con il coperchio della pentola; facendo così gli ingredienti si sciolgono con il calore residuo. Ora giralo energicamente per mantecare il tutto. Servilo caldo con l’osso buco.

Per l’ossobuco sciogli il burro in una padella. Infarina gli ossibuchi, ma non esagerare con la farina…batti la carne con le mani per togliere l’eccesso e adagiala nella padella quando il burro è bello caldo.

Fai rosolare bene da entrambi i lati e sfuma tutto con il vino bianco. Stessa cosa del riso…non aggiungere ulteriori ingredienti se l’odore del vino è persistente. Fai cuocere per circa 10 minuti.

Nel frattempo prepara la gremolata. Sminuzza l’aglio e il prezzemolo con il coltello. Ricordati di togliere l’anima all’aglio altrimenti ti rimane sullo stomaco e sarai inavvicinabile a causa del tuo alito. Grattugia la buccia di un limone, meglio se biologico o del tuo albero di limoni che hai sul balcone.

Aggiungi la gremolada all’ossobuco e fai cuocere altri 10 minuti…. Senti che profumo emana la tua gremolada con l’odore del limone e il profumo del prezzemolo che si diffonde nell’aria della tua cucina. Perfetto, hai fatto un buon lavoro!!

Non ti resta che impiattare.

Avevo il problema di cosa cucinare per cena ma l’ho subito risotto.
(diodeglizilla, Twitter)

FAGOTTINO INSAPORITORE

Ma quante volte hai messo nel sugo, nel brodo oppure nel ragù gli odori e questi si sono rotti durante la cottura finendo mecsolati agli ingredienti principali?!! Specialmente il rosmarino che con i suoi aghetti ti finiscono in bocca e mangiare il ragù diventa alquanto spiacevole…e magari il ragù stavolta ti era venuto proprio buono!!

Bene…ora ti insegno questo piccolo trucco che ti risolverà il problema senza stare a comprare quei piccoli contenitori di plastica nei quali dobbiamo inserire i nostri odori.

Ingredienti:
– 2 foglie di porro, quelle verde scuro che di solito butti via
– rosmarino
– salvia
– alloro
– aggiungi te quello che vuoi…timo, prezzemolo, origano, maggiorana ecc…
– un pezzetto di spago

In foto ho messo gli odori che mi servivano per fare il ragù, quelli che di solito adopero ed ho in giardino.

Inserisci dentro ad una delle foglie di porro gli odori e con l’altra foglia crea un fagotto in modo che le spezie rimangano tutte all’interno e lega tutto con lo spago. Proprio come nella foto qui sotto.

Ed ora puoi usarlo per insaporire tutte le tue ricette…..

Profumo di timo, salvia e rosmarino sulle dita e che la primavera abbia inizio
(iBlulady, Twitter)

POLPETTINE DI MELANZANE

Questa semplice ricetta ha bisogno di veramente poco tempo per essere preparata e ti farà fare un figurone con i tuoi amici. L’ho inserita fra gli antipasti, specialmente se fatte piccole possono diventare un finger food.

Puoi cuocere le melanzane per fare questa ricetta in due modi. Il primo metodo è quello di cuocerlo direttamente sul fornello da cucina con uno spargifiamma. Ricordati di girarla da tutti i lati bruciacchiando la buccia, ma non la devi bucare altrimenti i succhi all’interno ti sporcheranno la cucina. Con questo metodo oltre a cuocerla dai alla melanzana quel sapore di affumicato che va tanto di moda. L’altro metodo consiste nel cuocerla in forno, molto semplicemente.

In entrambi i casi falla raffreddare prima di pulirla.

Polpettine:
– 2 melanzane
– 1 cucchiaino di prezzemolo tritato
– 3 foglie grandi di basilico spezzate a mano
– 1 spiccchio d’aglio schiacciato con lo schiaccia-aglio
– 4 cucchiai di Parmigiano grattato
– 1 tazza di pangraattato
-2 uova inteere baattute
– pepenero macinato al momento
– sale q.b.
– olio per friggere

Per prima cosa, una volta cotta la melanzana, la devi strizzare bene per togliere l’acqua in eccesso. Per fare ciò utilizzo una garza grande che compri in farmacia. Strizzala con le mani fino a quando non hai tolto la maggior parte di liquido.

Dopodiché schiacciala bene con una forchetta dentro una ciotola.

Aggiungi alla melanzana tutti gli ingredienti e tanto pangrattato sufficiente a dare forma all’impasto per poter fare delle piccole polpettine. Se non hai fretta sarebbe meglio fare riposare l’impasto in frigo per mezz’ora in modo da fare assorbire al pan grattato tutti i succhi.
Le mie polpettine sono grandi circa 3 cm di diametro e le ho leggermente schiacciate con le mani per agevolarne la cottura.

Scalda l’olio e quando raggiungi la temperatura giusta comincia a friggere le polpettine che avrai passato nel pangrattato. Friggile poche alla volta fino a che sono dorate da entrambi i lati.

Le puoi servire come antipasto oppure, fatte più grandi, possono diventare un secondo piatto.

La vita è una melanzana, quando pensi di essere arrivato al nocciolo trovi solo i semetti.

PASTA FROLLA PER CROSTATE

La pasta frolla è una base con la quale prepariamo delle splendide crostate o dei biscottini per il tè da gustare con le amiche. Con l’aggiunta di cacao o gocce di cioccolato possiamo fare felici i nostri bambini con una colazione gustosa ed energetica.

Con la pasta frolla possiamo creare il gusto che più ci piace. Infatti basta modificare gli ingredienti per ottenere un composto molto personale; sostituire il burro con un altro grasso tipo la margarina oppure con l’olio (con l’extravergine avremo un gusto più deciso).
Se invece vogliamo eliminare lo zucchero possiamo sostituirlo utilizzando sciroppo d’agave, miele o sciroppo d’acero. Un gusto particolare lo da lo zucchero di canna muscovado (ai miei figli piace molto) perché ha un retrogusto di liquirizia.
Divertiti a cambiare anche il tipo di farina, da quella integrale alla farina di riso oppure fai un mix con la frutta secca come noci, mandorle e perché no con le noccioline salate.

Vi lascio due delle mie ricette preferite, una classica ed una con frutta secca.

Ingredienti pasta frolla 1:
– 500 gr di farina (se la vuoi farla al cioccolato togli il 10% di farina e aggiungi il 10% di cacao amaro in polvere)
– 250 gr di burro
– 120 gr di rosso d’uovo (1 rosso pesa 20 gr)
– 150 gr di zucchero semolato (con lo zucchero a velo ottieni un composto più liscio)
– 1 bacca di vaniglia
– buccia grattugiata di 1 limone e di 1 arancia

– marmellata o cioccolata

Ingredienti pasta frolla 2:
– 500 gr di farina
-250 gr di burro
– 250 gr di zucchero
-50 gr di mandorle tritate
-1 uovo intero + 1 tuorlo
-scorza grattugiata di 1 limone
– marmellata o cioccolata

Per preparare una buona frolla devi lavorare il burro con la farina in modo da ottenere un impasto tipo “pan grattato”. Aggiungere tutti gli ingredienti secchi mescolandoli bene e poi, per ultimo, le uova. Con la planetaria fai sicuramente prima ma in ogni caso ricordati che non devi lavorarla tanto perché la frolla non deve scaldarsi. Una volta preparato il panetto puoi metterlo in frigorifero per mezz’ora in modo che riposi un pò, ma non ti nego che quando sono di fretta la stendo subito e il risaluto che ottengo è lo stesso…quindi decidi tu come meglio ti trovi. In più, sempre quando ho fretta, mescolo tutti gli ingredienti nello stesso momento in planetaria…ma non lo dire a nessuno!!

Quando stendi la frolla con il mattarello ricordati di mettere un pò di farina sotto altrimenti si appiccica al piano di lavoro; inoltre lo spessore per una crostata è di circa 4 mm; uno più grande fa risultare la tua frolla troppo biscottosa e la marmellata non si sente molto. Se usi la nutella al posto della marmellata ricordati di stemperarla con un pò di latte caldo altrimenti in cottura secca troppo e risulta dura all’assaggio. E divertiti a farla in tutti i modi e in tutte le forme: rotonde, quadrate, rettangolari, monoporzioni, fai i biscotti…. Con la ricetta 1 puoi aggiungere gocce di cioccolata e creare dei biscotti per i bambini e in vista del natale dagli la forma di stella o di albero e se in cima crei un piccolo foro li puoi attaccare all’albero di Natale con un nastro di seta colorato.

Certi pomeriggi mi ricordano le torte di mia nonna, mangiate lentamente per farle durare di più. E il suo sguardo senza fretta.
(iparchia, Twitter)

SOFFRITTO PRONTO ALL’USO

Quante volte hai rinunciato al soffritto perché avevi poco tempo e non potevi preparare le verdure a dadini? A me alle volte è capitato di fare un risotto senza aver fatto il soffrittino di cipolla. Ora ti insegno un modo per avere sempre a disposizione le verdure per il soffritto pronte all’uso dentro il frigo.

Ingredietnti:
– cipolle
– carote
– sedano

Taglia a dadini tutte le verdure; se non hai tempo per tagliarle a coltello puoi usare un tritatutto elettrico (farai decisamente prima).

Metti le verdure tagliate dentro una ciotola di vetro oppure usa una ciotola da microonde. Aggiungi l’olio extravergine d’oliva fino a coprire le verdure e metti in microonde per 6 minuti o fino a quando senti le verdure sfrigolare.
Io ho preparato le cipolle da sole perche le uso più spesso per preparare il riso Pilafe o per fare un sugo veloce; le carote e sedano insieme e nel caso aggiungo la cipolla pronta in modo da avere un soffritto completo.

Perfetto, hai fatto un lavoro splendido!! Ora non ti resta che mettere le verdure precotte dentro dei barattoli di vetro. Conservale in frigo e all’occorrenza puoi utilizzarle con il loro olio.

Sfrigola allegramente la cipolla
Nella padella scura.
Candido arabesco lattescente
Che appassisce docile e lucente

VERDURE AL FORNO

Quando arrivano i primi freddi a me piace molto fare questa ricetta semplice ma dal gusto deciso e genuino. Accendere il forno durante il periodo estivo non piace a nessuno, di solito siamo abituati a fare delle belle grigliate in giardino con parenti o amici dove poter condividere un bicchiere di vino e quattro chiacchiere.

In inverno, invece, diventa piacevole accendere il forno e creare quella tipica atmosfera invernale dove i ragazzi studiano sul tavolo di cucina mentre tu stai preparando un ottima cena.

Ora ti insegno a fare queste verdure che risultano di facile esecuzione e ti lasciano il tempo di pensare alla portata principale.

Ingredienti:
-tutta la verdura di stagione che più ti piace.

Le verdure che io ho scelto sono patate dolci, patate gialle, cavolfiore, topinambur, friggitelli, carote, broccoletti di Bruxelles, cipollotti bianchi.

Lava tutta la verdura. Compra le carote col ciuffo perché puoi anche non sbucciarle (e con il ciuffo puoi fare un pesto), taglia a fiori il cavolfiore, sbuccia le patate e falle a spicchi, sbuccia il topinambur (è ottimo, sa di patata). Metti tutto sulla teglia da forno con la carta forno e abbonda di sale, olio e pepe. Se vuoi metti qualche spicchio d’aglio, darà più sapore! Non possono mancare il rosmarino e la salvia.

E con le mani amalgama il tutto in maniera delicata… e inforna a 180° fino a quando tutte le verdure saranno ben cotte e rosolate.

Accompagna queste verdure ad un piatto di pesce, magari un orata al limone oppure ad una costoletta alla milanese.

Basta con i piaceri della carne. Facciamo godere anche le verdure! (Bagatto)

CIPOLLA..CHE LACRIME!!

La cipolla, lo sappiamo tutti, fa lacrimare e nel mio caso affettarla vuol dire farsi venire anche un leggero mal di testa. Di cipolle ne esistono svariati tipo e molti colori che non sto ad elencare perché questo articolo vuole solo insegnarti a contenere le tue lacrime. Le cipolle sono la base per le nostre ricette, dagli antipasti alle zuppe passando per i secondi e quindi abbiamo a che fare con questo bulbo praticamente tutti i giorni.

Ho fatto un corso di cucina a Firenze e alla prima lezione ci hanno insegnato un piccolo trucco col quale, devo essere sincera, si ritarda la lacrimazione e di conseguenza il fastidio di dover cucinare piangendo.

Hai presente la “barbetta” che ha la cipolla nella parte bassa? Le radici!! Beh, non dovi toglierla!! Sbucciala come di consueto levando tutta la tunica (la parte colorata bianca, rossa o dorata), dividila a metà e lasciala in acqua per un oretta circa…

Anche quando andrai a tagliarla dovrai fare in modo di lasciare intatta la radice che sarà l’ultimo pezzo che dovrai togliere…e vai avanti così. Con questo metodo riesco a sbucciarne almeno tre prima di cominciare a piangere…..

Ci sono più lacrime in una cipolla, che in cento storie d’amore.
(Carrie Bradshaw in Sex and the City)

POLLO ALLA MERINGA SALATA

Ma quale pollo devo comprare? Per fare questa ricetta un pò laboriosa ti consiglio un pollo ruspante, quelli di un colore giallo aranciato, con la carne più scura. Il pollo ruspante è quello dei nostri nonni che ci mettevano a tavola la domenica. Sono quelli allevati veramente “a terra” che ruspano all’aria aperta, cresciuti secondo la tradizione e nutriti a base di granturco, crusca e avena. Vai dal tuo macellaio di fiducia oppure cerca una fattoria nella tua zona. Fallo pulire.. ma mi raccomando di lasciargli intatta la pelle altrimenti assorbirà il sale che andremo a mettere e risulterà troppo saporito.

Ora che hai un bellissimo pollo ruspante lo devi massaggiare… Ebbene si, massaggia il tuo pollo sottopelle con del burro morbido e insisti di più nella parte del petto che di solito è quella che risulta più asciutta. Stai sempre attenta a non rompere la pelle; per evitare che il sale penetri all’interno della carne metti un pezzo di carta forno alle due estremità in modo da formare una barriera. All’interno metti delle fette di limone, sale, pepe e rosmarino. Ora lo devi legare (vai alla pagina “come si fa”).

E ora che il tuo pollo è pronto e massaggiato, adagialo sopra una grande teglia con della carta forno sotto; se ti va puoi cucinare con la meringa salata anche le verdure, ma solo quelle che hanno una buccia e che dopo puoi togliere. Io ho messo cipolle intere di tropea e patate con la buccia.

E ora viene il divertimento…

Prepara una meringa con 6 albumi d’uovo (devono essere a temperatura ambiente) e 1,5 Kg di sale fino. Per prima cosa monta un pochino gli albumi fino a renderli spumosi; dopodiché incorpora il sale un pò alla volta fino ad ottenere la consistenza della meringa. Lo so, la tentazione è forte, vorresti assaggiarla…ma non lo fare!! E’ salatissima!! Ma non hai ancora finito perché ora dovrai aggiungere 1,5 Kg di sale grosso. Fai attenzione, metti un pò di sale alla volta per non smontare tutto.

Ora che la meringa salata è pronta ricoprici il tuo pollo ruspante e le verdure che hai scelto….controlla che non rimangono parti scoperte altrimenti il calore uscirà da lì.
Quindi dopo il massaggio al tuo pollo verrà fatta una bella maschera!!!! 😀 Mettilo in forno e cuocilo a 180° per 1 ora e mezza (dipende da quanto è grosso il tuo pollo), temperatura interna del pollo 70° a fine cottura.

Beh, che dire…eccolo qua! E dopo il massaggio, la maschera e la sauna di solito in un centro estetico ti mettono sdraiata su un lettino a riposarti quella mezz’oretta con una fumante tisana alle erbe.

La tisana al nostro pollo non la daremo però un riposino di mezz’ora gli è dovuto…quindi allontanati con quel coltello pronta a spaccare la meringa…lo so, è un giochino che adoro anche io fare perché dopo tutto questo sfaccendare in cucina finalmente potrai vedere il risultato delle tue fatiche…

Che dire…è venuto bene…ma sopratutto è veramente buono! Ora porzionalo come meglio credi.

Il pollo puo’ essere meridionale o settentrionale : pollo nord e pollo sud. (Boris Makaresko)

TORTA DI MELE

Di torte di mele ne esistono infinite varietà e tanti modi di cucinarla..dalla soffice torta alta piena di pezzi di mele alle crostate fatte con una frolla dolce e friabile. La torta di mele viene fatta in tutte le stagioni ed è il dolce che più rappresenta casa, il focolare domestico, il caldo abbraccio della nostra nonna che la preparava per la merenda dopo la scuola.

.La mia torta di mele è stata fatta con una base molto semplice e che tutti conoscono… le dosi sono le stesse della torta allo yogurt con una piccola variante: al posto dello yogurt metto il latte. Per chi ne fosse intollerante si può tranquillamente mettere latte di soia, di riso o quello che più vi piace. A voi la scelta!

Ingredienti
3 vasetti di farina (meglio se integrale o di tipo 1)
2 vasetti di zucchero (meglio se di canna)
1 vasetto di olio di semi
1 vasetto di latte (quello che preferisci)
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaino di cannella in polvere
4 grosse mele

Questa torta è di facile esecuzione, devi avere un contenitore e un mestolo di legno per realizzarla. Setaccia la farina, il lievito e la cannella; mescola prima tutti gli ingredienti secchi. Aggiungi il resto mescolando il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Metti da parte.

Sbuccia e taglia a pezzetti tre grosse mele (scegli tu quale usare..io di solito uso quelle che ho in casa), mettile nell’impasto mescolando tutto. Imburra e infarina una teglia e versaci il composto. Per decorare la torta usa l’ultima mela…io non la sbuccio ma la taglio in fette sottili e le dispongo sull’impasto come più mi piace. Insomma la torta di mele è molto personale e puoi decorarla in tantissimi modi.

Una piccola dritta: se usi una tortiera con un diametro grande (tipo quelle tonde da pizza) la torta ti verrà più bassa e molto soffice; il tempo di cottura naturalmente sarà inferiore (fai sempre la prova dello stecchino). Al contrario se usi una teglia piccola ma alta (tipo quella in foto) la torta ti verrà molto più rustica e alta e di conseguenza i tempi di cottura saranno più lunghi.

Attenzione alla temperatura del forno perché con la teglia alta rischi che i bordi diventino troppo cotti e di conseguenza duri mentre il centro rimane crudo; mantieni una temperatura di 160 gradi e fai la prova dello stecchino.

La felicità non si racconta. E’ come una torta di mele che si mangia fino all’ultima briciola rimasta sul tavolo prima di leccare la marmellata dorata che copre le dita.
(Franz-Olivier Giesbert)