BANANA BREAD

BANANA BREAD

Se devo essere sincera non ho mai voluto assaggiare questo dolce…non so perché!! L’ultima volta che sono stata a Londra, invece, mi sono decisa e ne ho assaggiati tanti, praticamente in ogni locale in cui sono stata. E quello che più mi è piaciuto l’ho mangiato al bar di St. James’s Park. Tornata a casa ho provato a rifarlo ma senza successo nel senso che stavo cercando di trovare la ricetta che più assomigliasse a quello mangiato a St. Jame’s Park… e credo che questa che ti propongo è quella che più si avvicina.

La differenza, a parer mio, è data dalla presenza del burro che, secondo me, è indispensabile; inoltre l’aggiunta del succo di limone gli da quel sapore in più…

Ingredienti: – 200 gr di zucchero di canna – 100 gr di burro morbido – 2 cucchiai di cannella in polvere – 2 uova intere – 3 banane belle mature – 180 gr di farina – 1 bustina di lievito per dolci (16gr) – 100 gr di gocce di cioccolato – 100 gr di noci pecan tritate – succo di 1 limone

Per prima cosa schiaccia le banane con una forchetta e versaci sopra il succo del limone. Lascia riposare in modo da far assorbire bene il succo.

Monta con la frusta elettrica il burro con lo zucchero fino ad ottenere una cremina; aggiungi un uovo alla volta e continua a mescolare con la frusta. Poco per volta unisci il resto degli ingredienti.

Cuoci in forno a 180° fino a cottura che potrai constatare con la prova stecchino.

Per ultimo ho sciolto al microonde una manciata di gocce di cioccolato che ho versato sopra la torta una volta che si è raffreddata. Non ne mettere tanta, devi solo dare l’idea di una crosticina dolce sopra la tua torta.

CONSIGLIO: quando sciogli il cioccolato al microonde imposta pochi secondi per volta mescolandolo… eviterai di bruciarlo!!

TORTA COI BECCHI (O DI ERBI)

Questo dolce che vado a proporvi è tipico di Lucca, città a me vicina e che sono solita visitare per via del mercatino dell’antiquariato; un appuntamento fisso per la città che si svolge ogni terza domenica del mese e del sabato che la precede. Ve lo consiglio se cercate oggetti particolari di ogni genere e per trascorrere una giornata tra i locali tipici e gustare un po’ delle loro prelibatezze. A Lucca ho assaggiato per la prima volta la torta coi becchi o di erbi che in dialetto vuol dire bietole. Becchi, invece, sono le piegature a lato della torta che hanno, appunto, la forma a “becco” Ebbene si, una torta dolce alle bietole. Ma non stupirti di questo connubio…la bietola è dolce e lo è anche la carota con la quale si fa, appunto, la torta alle carote.

La ricetta l’ho modificata dopo la pubblicazione perché alcune gentili signore lucchesi mi hanno fatto notare, giustamente, che mancavano ancora alcuni ingredienti e li ho aggiunti. Non li troverai nelle foto ma leggi tutti i passaggi per sapere cosa aggiungere. Naturalmente ringrazio per la collaborazione di chi ne sapeva più di me, per avermi aiutato a scrivere una ricetta completa e originale.

Gli ingredienti sono semplici, i soliti usati per una comune crostata dolce…ma con le bietole. Ti consiglio di provarla, fosse solo per curiosità. Ma ti posso garantire, come è successo a me, che il risultato ti stupirà!!

Ingredienti per la frolla: – 250 gr di farina -100 gr di zucchero semolato – 150 gr di burro -1 uovo intero+1 tuorlo – buccia di mezzo limone – succo di un arancia – 1/2 bustina di lievito – un pizzico di sale

Ingredienti per la frolla

Per prima cosa prepara la frolla così avrai il tempo di metterla in frigorifero per farla riposare. Io solitamente mescolo tutti gli ingredienti in planetaria.. sicuramente è molto più veloce; ma se non la possiedi impasta tutto a mano assicurandoti di avere il burro morbido.

Ingredienti per il ripieno: – 800 gr circa di bietola cotta – 50 gr di burro – 200 ml di latte – 100 gr di pane raffermo -50 gr di uvetta – 1/2 bicchiere di vin santo – 50 gr di pinoli – 100 gr di zucchero – 2 uova intere – buccia grattugiata di due arance – buccia grattugiata di 1 limone -2 cucchiai di grana – prezzemolo tritato – cedro candito – un pizzico di sale, di noce moscata e pepe – 1 cucchiaino di cannella

Cuoci le bietole in acqua bollente e salata… solo le foglie, non mettere i gambi perché rimangono duri. Se vuoi fare prima puoi comprare quella congelata oppure quella già cotta che trovi nelle vaschette di plastica; io l’ho presa già cotta, è più agevole e sporco meno! Metti ad ammorbidire l’uvetta nel vin santo prima di iniziare con le preparazioni in modo da averla pronta. Il prezzemolo tritato ripassalo in padella con una noce di burro…avrà più sapore!

Ingredienti per il ripieno

Per il ripieno la procedura è semplice: mescola tutti gli ingredienti dentro una ciotola e basta!! Stendi la tua frolla su un piano di lavoro leggermente infarinato e preparati una teglia da crostate del diametro di 28 cm imburrata e infarinata (se lo hai usa lo spray staccante). Quando stendi la frolla ricordati che per fare i becchi deve sbordare dal bordo della teglia di almeno 3 cm.

Disponi la tua frolla nella teglia, bucala con una forchetta e riempila col tuo ripieno. Per fare i becchi taglia in modo perpendicolare la frolla sbordante e arrotolala su se stessa cercando di fare una piegatura a “becco” come in foto. Non è difficile, dopo le prime venute male vedrai che il risultato sarà migliore.

Come si fa il becco

Cuoci in forno ventilato a 180° fino a quando la frolla assume un colore dorato e il ripieno risulta cotto (toccalo con le dita, non deve essere molliccio).

Ed ecco pronta la tua torta dolce alle bietole. Un modo semplice ma sicuramente di effetto per stupire i tuoi amici.

Torta coi becchi

SALSA VERDE

Normalmente, nel periodo invernale, adoro fare il brodo di pollo… mi ricorda quando ero piccola e lo preparava mio padre. Era solito farci la minestrina in brodo con abbondante parmigiano o, perche no, col formaggino. La carne di cottura la consumava lui…a noi piccoli, sinceramente, non piaceva la carne bollita…è poco saporita! Ma poi ho scoperto, da grande, la SALSA VERDE. Essendo di origine siciliane e non avendo avuto contaminazioni toscane in cucina, non l’avevo mai assaggiata. Ma devo dire che ora il bollito lo mangio ed anche con molto gusto. Mi preparo la mia salsa verde, rigorosamente homemade, e abbondo sulla carne in modo da gustarmi tutti quei sapori.

La preparazione è molto semplice, specialmente se usi frullatore ad immersione. Ma se vuoi fare la professionale pesta tutti gli ingredienti in un mortaio di marmo.

Ingredienti: – 100 gr di prezzemolo – 1 tuorlo cotto – 30 gr di pane raffermo – 25 ml di aceto bianco – 1 spicchio d’aglio – 1 acciuga sott’olio – 2 cucchiaini di capperi – sale, pepe – olio extravergine quanto basta

Per prima cosa metti in ammollo il pane raffermo nell’aceto e fallo ammorbidire; dopodiché strizzalo e frullalo insieme a tutti gli ingredienti. Decidi tu se farlo più o meno cremoso aggiungendo un po alla volta l’olio extravergine.

Come hai potuto constatare la procedura è molto semplice e la salsa che si ottiene è veramente molto buona per accompagnare carni oppure sopra dei crostini di pane.

Certe onnipresenti persone sono come il prezzemolo.
Ma non ne hanno l’utilità né l’umiltà.
(mauro_jfp, Twitter)

SALSA DI MELE

Salsa di mele o Apple sauce, ideale per accompagnare la carne di maiale arrosto o grigliata. E’ ottima anche col foie gras oppure con un formaggio molto stagionato. A te la scelta!

Ingredienti: – 6 mele Granny Smith – 1 cucchiaino di zucchero – un pizzico di sale – scorza grattugiata di un limone – senape (oppure ginger o rafano)

Sbuccia le mele e tagliale a pezzetti; mettile in un pentolino con pochissima acqua oppure cuocile a bagnomaria.

Una volta cotte le puoi frullare oppure, per un effetto più rustico, schiacciale semplicemente con una forchetta. Aggiungi dopo il resto degli ingredienti e se vuoi un pò di senape oppure il ginger (o il rafano) grattugiato.

Ho scelto le granny smith perché danno alla salsa un gusto acidulo, ottimo con questo tipo carne. Ma tu puoi usare il tipo di mele che più ti piace.

Questa salsa, una volta preparata, si mantiene in frigo per tanto tempo….cosi’ potrai provarla con altre preparazioni od altre cotture.

Il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza.
(Oriana Fallaci)

ARISTA AL FORNO

Oggi ti propongo questa ricetta facile e veloce per cucinare l’arista di maiale. Ho comprato, per semplicità, l’arista disossata ma tieni presente che se la compri con l’osso risulta sicuramente più saporita.

Come contorno ti propongo le verdure al forno che trovi nella sezione “contorni” oppure, visto che fa freddo, una bella insalata di arance, giusto per rinfrescare il piatto. Inoltre col maiale stanno benissimo le mele e quindi perché non preparare una buonissima salsa di mele?? Ti spiego come prepararla.

Ingredienti: – 1 Kg di arista – 2 spicchi di aglio – 2 rametti di rosmarino – 3 foglie di salvia – 1/2 cucchiaino di origano – 2 cucchiai di olio extravergine di oliva

Per prima cosa ricordati che questo tipo di carne va tenuta a temperatura ambiente per circa mezz’ora e quindi non va cotto appena tolta dal frigo. Inoltre prima di metterla in cottura ricordati di asciugarla con della carta assorbente; una volta asciutta ricoprila con sale e pepe.

Nel frattempo fai un trito fine con l’aglio, il finocchio, il rosmarino, la salvia, sale e pepe e cerca di infilare questo composto dentro la carne dopo che l’avrai bucata, da ambo i lati, con uno stecchino grosso (tipo bacchetta cinese) oppure, se lo hai, usa un ago per lardellare (lo trovi su Amazon). Se hai preso il pezzo di arista con l’osso metti il trito anche tra la carne e l’osso dopo che l’avrai staccato di almeno la metà della sua lunghezza.

Ora che il tuo pezzo di arista è pronto adagialo su di una teglia, cospargilo di olio e mettila in forno preriscaldato a 220° per 15 minuti e dopo a 120° per 40 minuti.

Passato il tempo di cottura togli dal forno il tuo pezzo e fallo riposare prima di tagliarlo.

In Toscana l’arista viene servita fredda, magari accompagnata col suo fondo di cottura caldo o conuna salsa sempre calda. Oggi la preparo, come ti ho già scotto, con la salsa di mele visto che stanno benissimo con la carne di maiale.

Gli animali da fuori guardavano il maiale e poi l’uomo, poi l’uomo e ancora il maiale: ma era ormai impossibile dire chi era l’uno e chi l’altro. (George Orwell, La fattoria degli animali)

RISO PILAF

Ti è mai capitato di voler fare un risotto per tutta la famiglia ma tuo figlio lo vuole in un modo e tuo marito in un altro e quello che ti eri messa in testa salta? In più l’idea di dover fare tutti quei risotti…neanche al ristornate!! Ebbene, puoi fare il riso Pilaf. Con questo riso puoi accontentare tutto senza tanta fatica…

Il riso Pilaf ha origini persiane e il suo nome deriva dalla parola Pilaou che vuol dire “bollito”. Infatti questo tipo di riso viene cotto con la tecnica dell’assorbimento, cioè viene fatto cuocere con acqua (o brodo) senza aggiungerne altra e senza mai toccare il riso. In pratica una volta messo il coperchio alla vostra pentola non dovete più toccarlo.

Il riso Pilaf viene usato nelle cucine dei ristoranti come base per i risotti in quanto rimane al dente e i chicchi sono ben sgranati. L’aggiunta di burro lo prepara già alla mantecatura.

Cucineremo il riso dentro il forno perché così facendo non si attaccherà alla pentola; in forno il calore è distribuito uniformemente mentre sul fuoco lo riceve solo dal basso.

Ingredienti per 4 persone: – 320 gr di riso vialone – 50 gr di burro – 1/2 cipolla bianca tritata – brodo (vegetale o di carne) – sale

Ingredienti riso Pilaf

Stufa la cipolla in metà del burro. Se ti sei fatta la cipolla precotta non mettere il burro visto che è conservata nell’olio. Io ho usato quella della foto.

Aggiungi il riso e fallo tostare a fuoco vivace. Aggiungi il sale.

Aggiungi il brodo caldo al tuo riso, fai riprendere il bollore, copri la pentola col coperchio e metti tutto in forno preriscaldato a 220° per 15 minuti. Ottieni un riso al dente; se lo vuoi più cotto porta la cottura fino a 18 minuti.

RISO PILAF PRIMA DEL FORNO
RISO PILAF DOPO LA COTTURA IN FORNO

Passato il tempo di cottura togli la pentola dal forno. Il riso è perfetto, non si è attaccato ed ha i chicchi sgranati. Aggiungi il restante burro e amalgama tutto con un mestolo.

Mentre il tuo riso è in forno puoi pensare agli ingredienti da usare per fare il risotto: la zucca, i funghi porcini, le bietole, il gorgonzola, quello che vuoi insomma. In questo modo ognuno avrà il suo risotto e tu hai accontentato tutta la famiglia. Ricordati di mantecarlo con del parmigiano e aggiungi pure del prezzemolo tritato.

Un consiglio: preparane in grandi quantità e tienilo in frigo…quando sei di fretta o hai ospiti improvvisi ti salva il pranzo o la cena!

NUCATOLI

NUCATOLI

Questi biscotti mi ricordano molto la mia infanzia quando, durante le vacanze di Natale, a casa mia si preparavano i dolci per le feste. Oltre a questi biscottini i miei genitori ne facevano molti altri dai bersaglieri, agli amaretti con le mandorle oppure quelli con i fichi secchi… Naturalmente sono dolci della tradizione siciliana in quanto la mia famiglia è di origini siciliane.

In quel periodo ricordo un esplosione di odori dallo zucchero a velo alle mandorle tostate, e di sapori perché ne facevano veramente tanti e di tanti tipi per regalarli ad amici e parenti.

Oggi vi voglio proporre questi dolcetti alle mandorle decorati con ghiaccia reale e codette.

Ingredienti: – 1 Kg di mandorle con la pellicina – 1 Kg di farina – 800 gr di zucchero semolato – 1 bicchiere di olio di oliva – 1 bacca di vaniglia – 30 gr di cannella – buccia di 3 arance tritata – 1 bustina di lievito per dolci – acqua se serve

Ghiaccia reale: vedi la ricetta nel “come si fa”

Come avrai notato in questa ricetta non ci sono uova e gli unici ingredienti che tengono unito l’impasto sono l’olio e l’acqua. Ricorda che non deve venire né duro e né troppo morbido ma una specie di pasta frolla. Per prima cosa devi tostare in forno le mandorle con la loro pellicina; stai attenta a non bruciarle altrimenti risultano amare. Una volta tostate devi tritarle finemente in un robot da cucina.

La preparazione è molto semplice…devi mescolare tutti gli ingredienti insieme e se noti che l’impasto è troppo duro puoi aggiungere un po di acqua. Una volta ottenuto il tuo impasto profumato alle mandorle, fallo riposare per 30 minuti coperto con uno strofinaccio.

Passato questo tempo puoi stenderlo sul tuo piano da lavoro con una spolverata di farina arrivando a circa mezzo centimetro di altezza. Le formine usa quelle che vuoi dall’albero di natale ad una stella o a qualsiasi ispirata al Natale. Cuoci in forno a 180° per 12 minuti. Non ti preoccupare se li trovi morbidi dopo che li hai tolti dal forno; vanno bene così altrimenti, cuocendoli di più, risulteranno troppo duri.

Perfetto, hai fatto un ottimo lavoro. Ora devi solo farli raffreddare molto bene prima di mettere sopra la ghiaccia. Un consiglio è quello di decorarli il giorno dopo.

La preparazione della ghiaccia reale la puoi trovare tra i miei articoli nell’area “come si fa”. Una volta applicata decora i tuoi dolcetti con le codette colorate oppure, se hai voglia, colora la tua ghiaccia e divertiti a decorare i biscotti come meglio credi.

PANDORO

Il pandoro, insieme al panettone, è il simbolo del Natale e non può mancare nelle nostre tavole addobbate a festa. Il pandoro, a mio parere, viene consumato da chi, come me, non ama i canditi e l’uvetta del panettone. Mi sono ritrovata molte volte a doverlo “spulciare” per evitare di mangiare i pezzi che non mi piacciono e sinceramente lo ritengo un vero peccato e uno spreco di tempo.

Questo dolce ha origini veronesi e il nome significa “pan de oro” e la prima ricetta viene fatta risalire intorno al primo secolo dopo Cristo in età romana. Naturalmente era una prelibatezza solo del ceto agiato e non veniva consumato come facciamo oggi. La versione attuale, comunque, trae origini dal dolce veronese Nadalin nell’ottocento. Infatti nel 1894 il veronese Domenico Melegatti depositò la ricetta di un dolce molto morbido dalla forma a stella a sette punte, proprio quello che oggi conosciamo come pandoro. (rif. Wikipedia)

Quella che vi propongo è la ricetta di un pasticcere che ho conosciuto ad uno dei corsi a cui ho partecipato e che ritengo sia molto preparato e tecnico, Gabriele Cini.

Ingredienti per un panettone da 1 Kg:

primo impasto – 150 gr di latte – 4 tuorli – 1 gr di lievito di birra – 100 gr di zucchero semolato – 430 gr di farina – 130 gr di lievito naturale

emulsione – 5 tuorli – 250 gr di burro – 125 gr di zucchero a velo – aromi (bacca di vaniglia, buccia grattugiata di arancia e limone) – 4 gr di sale – acqua se serve

Montare con la frusta in planetaria il latte, lo zucchero e i primi 4 tuorli. Deve diventare spumoso, un pò come quando si fa il pan di spagna. Togli la frusta e metti il gancio a foglia per aggiungere la farina; in questo modo il tuo composto spumoso non si smonterà. Otterrai un composto compatto. Fallo riposare per 10 minuti in planetaria. Trascorso il tempo del riposo aggiungi il tuo lievito madre e lavora tutto per altri 5 minuti.

Nel frattempo prepara l’emulsione: monta i 5 tuorli con il burro e lo zucchero a velo. Incorpora gli aromi, il sale e se il composto ti sembra troppo duro puoi aggiungere un pochino d’acqua. L’impasto ottenuto lo devi versare in planetaria insieme al primo e lavorali insieme per altri 10 minuti.

Una volta finito fallo riposare per circa un ora dentro il forno con la luce accesa. Ti consiglio di coprire l’impasto con la pellicola trasparente.

Trascorso il tempo necessario fai la pirlatura del tuo impasto, cioè forma una palla rotonda facendolo girare tra le mani o sul tuo piano di lavoro. Un pò come quando devi creare dei panini sferici.

Metti il tuo impasto dentro la forma da pandoro e lascialo lievitare in forno coperto dalla pellicola trasparente per 12/14 ore o per il tempo che l’impasto lievita fino al bordo della forma.

Scalda il forno a 170° e fai cuocere per circa 50 minuti. Io ho diviso la cottura in due tempi: i primi 20 minuti a 170°, dopo ho portato la temperatura a 150° e ho finito di cuocerlo. Ti consiglio sempre la prova stecchino: usa quello da spiedino che è più lungo. Per creare all’interno del forno un pò di umidità metti accanto al tuo pandoro un contenitore con dell’acqua dentro.

Tolto dal forno fallo raffreddare e dopo servilo come più ti piace: solo con dello zucchero a velo o farcito con della crema pasticcera.

SHORT BREAD

Tipico biscotto scozzese, lo Short Bread ha la caratteristica di avere molto burro nel suo impasto, e da qui il nome short che vuol dire “friabile”.

short bread

Questi biscotti vengono fatti in tre forme diverse: come biscottone gigante rotondo da dividere a spicchi, come barrette rettangolari oppure rotondi e piccoli. A te la scelta. Io li ho fatti rettangolari e li ho decorati con dei fiocchi per farti vedere come potresti confezionarli per un dolce regalo.

Ingredienti: – 350 gr di farina debole (W160/190) – 210 gr di burro (usa quello salato, esalta i dolci) – 140 gr di zucchero – 1 pizzico di sale – 2 cc di latte (o rum)

Metti tutti gli ingredienti nella planetaria e lavorali con la foglia. Se il tuo impasto risulta un duro aggiungi un pò di latte o di rum (per un sapore più deciso, lo preferisco). Una volta ottenuto il panetto ponilo in frigo a riposare per un’ora.

Stendi la tua frolla direttamente su una teglia rettangolare; metti sotto della carta forno e aiutati con le dita per farla spessa circa 1 cm. Inforna a 160° per 50 minuti. Una volta che il biscotto risulta tiepido taglialo a rettangoli come in foto.

Oppure puoi stendere l’impasto alto sempre 1 cm e coppallo con una formina tonda. Oppure fai ora le strisce rettangolari. La cottura, in questo caso sarà di 30 minuti sempre a 160°.

GINGER BREAD o PAN DI SPEZIE

GINGER BREAD E SHORT BREAD

Non potevano mancare in questo dolcissimo Natale questi profumati e deliziosi biscotti… i Ginger Bread al profumo di cannelle, zenzero e noce moscata.

Il Ginger Bread è conosciuto in Italia come Pan di spezie. Le sue origine sono avvolte nel mistero ma una leggenda è particolarmente carina da raccontare. Questi biscotti vengono fatti solitamente a forma di omino, appunto l’omino di pan di zenzero (gingerbread man). La leggenda narra che una dolce signora, che abitava in una casetta nel bosco insieme al marito, intenta a cucinare questi deliziosi biscotti speziati venisse richiamata da grida di aiuto provenienti dal suo forno… Proprio così! Il forno invocava aiuto. Ma una volta aperto da questo balzò fuori uno dei suoi biscotti a forma di omino che si dette alla fuga pronunciando queste parole ” “Corri, corri più veloce che puoi. Tanto non mi prenderai, sono l’omino di pan di zenzero” ( “Run, run as fast as you can. You can’t catch me, I’m the Gingerbread Man” ).

Durante la fuga i pericoli che incontrò furono molteplici visto che faceva molta gola agli animali che incontrava nel bosco; dopo tanto vagare si ritrovò davanti ad un torrente ed impossibilitato ad attraversarlo per paura di sciogliersi, si fece aiutare da una volpe che si offrì di accompagnarlo dalla parte opposta. Ma arrivati a metà del percorso la volpe, per paura che l’omino di pan di zenzero potesse cadere, gli disse di mettersi sopra il suo naso, così sarebbe stato al sicuro. Ma la volpe si sa, è furba, e se lo mangiò in un sol boccone.

GINGER BREAD

Storia veramente carina… ma ora passiamo alla ricetta di questi biscotti.

Ingredienti: – 150 gr di burro (prova quello salato, è delizioso coi dolci) – un pizzico di sale – 1 uovo – 160 gr di zucchero muscovado – 2 cucchiaini di cannella – 2 cucchiaini rasi di zenzero – un pizzico di noce moscata – 40 gr di miele – 350 gr di farina debole (W160/190)

Metti in planetaria il burro ammorbidito con lo zucchero, il sale, l’uovo e tutte le spezie. Per ultimi aggiungi la farina e il miele. Fai un panetto e lascia riposare in frigo per una mezz’oretta.

Dopodiché stendi il tuo impasto con poca farina e con gli stampini che vuoi crea i tuoi biscotti. Ricordati di decorarli con la ghiaccia reale (vedi in “come si fa”)… io l’ho fatta bianca ma puoi sbizzarrirti con tutti i colori che vuoi, a patto che usi solo gel o polvere.

Charlie Brown: Vuoto!? Hai preso tutti i biscotti!
Snoopy: Piangevano, volevano uscire dal barattolo… Anche i biscotti soffrono di claustrofobia, sai!
(Snoopy, Charles M. Schulz)