Post in evidenza

TORTA DI MELE

Di torte di mele ne esistono infinite varietà e tanti modi di cucinarla..dalla soffice torta alta piena di pezzi di mele alle crostate fatte con una frolla dolce e friabile. La torta di mele viene fatta in tutte le stagioni ed è il dolce che più rappresenta casa, il focolare domestico, il caldo abbraccio della nostra nonna che la preparava per la merenda dopo la scuola.

.La mia torta di mele è stata fatta con una base molto semplice e che tutti conoscono… le dosi sono le stesse della torta allo yogurt con una piccola variante: al posto dello yogurt metto il latte. Per chi ne fosse intollerante si può tranquillamente mettere latte di soia, di riso o quello che più vi piace. A voi la scelta!

Ingredienti
3 vasetti di farina (meglio se integrale o di tipo 1)
2 vasetti di zucchero (meglio se di canna)
1 vasetto di olio di semi
1 vasetto di latte (quello che preferisci)
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaino di cannella in polvere
4 grosse mele

Questa torta è di facile esecuzione, devi avere un contenitore e un mestolo di legno per realizzarla. Setaccia la farina, il lievito e la cannella; mescola prima tutti gli ingredienti secchi. Aggiungi il resto mescolando il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Metti da parte.

Sbuccia e taglia a pezzetti tre grosse mele (scegli tu quale usare..io di solito uso quelle che ho in casa), mettile nell’impasto mescolando tutto. Imburra e infarina una teglia e versaci il composto. Per decorare la torta usa l’ultima mela…io non la sbuccio ma la taglio in fette sottili e le dispongo sull’impasto come più mi piace. Insomma la torta di mele è molto personale e puoi decorarla in tantissimi modi.

Una piccola dritta: se usi una tortiera con un diametro grande (tipo quelle tonde da pizza) la torta ti verrà più bassa e molto soffice; il tempo di cottura naturalmente sarà inferiore (fai sempre la prova dello stecchino). Al contrario se usi una teglia piccola ma alta (tipo quella in foto) la torta ti verrà molto più rustica e alta e di conseguenza i tempi di cottura saranno più lunghi.

Attenzione alla temperatura del forno perché con la teglia alta rischi che i bordi diventino troppo cotti e di conseguenza duri mentre il centro rimane crudo; mantieni una temperatura di 160 gradi e fai la prova dello stecchino.

La felicità non si racconta. E’ come una torta di mele che si mangia fino all’ultima briciola rimasta sul tavolo prima di leccare la marmellata dorata che copre le dita.
(Franz-Olivier Giesbert)

RAGU’ NAPOLETANO

Oggi voglio proporti questo tipo di ragù che veniva preparato come piatto domenicale o piatto delle feste. Anche a casa mia veniva fatto la domenica mattina per il pranzo benchè la mia famiglia ha origini siciliane; questo tipo di preparazione richiede tempi di cottura molto lunghi e quindi al giorno d’oggi non è più nei ricettari delle nostre famiglie; facciamo in modo di non dimenticare i nostri piatti tipici e in qualche modo cercare di far rivivere quelle giornate spensierate della nostra infanzia.

Molto bella e da ricordare la scena della nostra affascinante Sofia Loren, giovane e seducente nel film “Sabato, domenica e lunedi” dove assistiamo ad una litigata di donne napoletane all’interno di una macelleria dove ognuna di loro vantava la conoscenza della “vera ricetta del ragù napoletano”, e se eri di Afragola allora conoscevi la versione sbagliata!!

Ma come nasce questa ricetta?

Secondo la leggenda alla fine del Trecento, a Napoli, esisteva la Compagnia dei Bianchi di giustizia che girava a piedi per la città partenopea invocando “misericordia e pace”. La predicazione della compagnia convinse la popolazione a rappacificarsi con i propri nemici, ma non ottenne lo stesso risultato con nobile che risiedeva nel “Palazzo dell’Imperatore”, il quale decise di non accettare l’invito dei bianchi e nutrendo da sempre antichi e tenaci rancori. Tale nobile era famoso per la sua crudeltà e cattiveria e non cedette neanche quando il figliolo di tre mesi, in braccio alla balia, sfilò le manine dalle fasce e incrociandole gridò tre volte: “Misericordia e pace”. Il nobile accecato dall’ira, serbava uno storico rancore e gridava vendetta fino a quando un giorno, sua moglie, nel tentativo di intenerirlo, gli preparò un piatto di maccheroni. La provvidenza riempì il piatto di una salsa piena di sangue e finalmente, commosso dal prodigio e da cotanta bontà, l’ostinato signore decise di rappacificarsi con i suoi nemici e vestì il bianco saio della Compagnia. Sua moglie in seguito all’inaspettata decisione, preparò di nuovo i maccheroni ed anche quella volta, come per magia, divennero rossi. Ma quel misterioso intingolo aveva uno strano e invitante profumo, molto buono, e il signore nell’assaggiarlo trovò che era veramente buono e saporito. Lo chiamò così “raù” lo stesso nome del suo bambino.

Il termine ragù in realtà deriva dal francese ragoût che sta ad indicare un tipo di cottura di carne e verdure molto simile allo spezzatino. Bisogna inoltre ricordare che il pomodoro non arrivò in Europa prima della fine del XVI secolo.

Oggi ti propongo questa ricetta del ragù napoletano che abbiamo fatto al corso di cucina professionale che sto attualmente frequentando. C’è una piccola preparazione da fare ma non ti scoraggiare, il tempo speso sarà ricompensato dal buon sapore del piatto.

Ingredienti: carne di manzo per lunga cottura, rosticciana, fettine di carne di circa 100 gr l’una, prezzemolo, uvetta, pinoli, pecorino grattugiato, salsicce, cipolla, olio extravergine, strutto, concentrato di pomodoro, pomodoro pelati, marsala, sale e pepe.

Non ho messo le quantità di proposito perchè la carne verrà servita come secondo piatto e quindi in base al numero di commensali e della loro voracità dovrete decidere quanta carne cuocere. Considerate un pezzo o due a testa per tipo e di conseguenza prendete la quantità necessaria.

Prepara un trito col prezzemolo, pinoli e uvetta e unisci il formaggio pecorino grattugiato, sale e pepe. Riempi le fettine di carne con questo composto e crea degli involtini chiusi con dello spago per evitare la fuoriuscita del ripieno.

Fai una brunoise con le cipolle e soffriggile con olio e strutto fino a farle dorare. A questo punto aggiungi la carne e falla rosolare lentamente per almeno un ora a fuoco molto basso.

Dopo aver rosolato la carne aggiungi il concentrato di pomodoro sciolto nel marsala e i pelati passati al setaccio (per togliere i semini) e aggiusta di sale e di pepe. Lascia cuocere il tutto per minimo quattro ore facendo “pippire” il sugo, cioè deve cuocere molto molto lentamente. Il mio ragù che vedi in foto ha cotto per 6 ore…

E’ preferibile fare questa preparazione il giorno prima del suo utilizzo per via della lunga cottura e del riposo del sugo. Tolta la carne il sugo si utilizza per condire la pasta come i paccheri o i maccheroni ma nulla vieta di condire uno spaghetto. Decidi tu il tipo di pasta!!

Io nella mia ricetta ho messo, al posto delle salsicce, delle piccole polpettine fatte con macinato, parmigiano, prezzemolo e un uovo. Sale e pepe quanto basta. Più carne diversa metti all’interno del sugo più questo risulterà saporito.

« ‘O rraù ca me piace a me
m’ ‘o ffaceva sulo mammà.
A che m’aggio spusato a te,
ne parlammo pè ne parlà.
Io nun songo difficultuso;
ma luvàmmel’ ‘a miezo st’uso

Sì, va buono: comme vuò tu.
Mò ce avéssem’ appiccecà?
Tu che dice? Chest’è rraù?
E io m’ ‘o mmagno pè m’ ‘o mangià…
M’ ‘a faje dicere ‘na parola?…
Chesta è carne c’ ‘a pummarola»
Eduardo de Filippo

COTTURA DELLE VERDURE

In questo articolo ti scrivo il metodo migliore per cucinare le verdure.

VERDURE VERDI come i fagiolini, la bietola, le zucchine… : mettere in pentola in acqua bollente salata senza coperchio. Gli spinaci vanno cotti con la loro acqua di pulizia e basta, fuoco vivace e senza coperchio.

VERDURE ROSSE come cavoli o ravanelli.. : mettere in pentola in acqua bollente acidula con limone o aceto.

VERDURE AMAROGNOLE come rape o cicoria .. : mettere in pentola con acqua fredda senza sale e una volta scolate tenere tutta la notte nell’acqua fredda.

CAVOLI BIANCHI : mettere in pentola con acqua fredda e acidulata (con limone o aceto) qualche bacca di ginepro e per togliere il forte odore aggiungi del pane raffermo.

VEDRURE E VEGETALI CON TENDENZA LA DOLCE : aggiungere un po’ di miele o zucchero in cottura.

VEGETALI CHE CRESCONO SOTTO TERRA come carote o patate .. : mettere in pentola con acqua fredda

VERDURE CHE TENDONO AD ANNERIRE come carciofi, tobinambur e cardi : Per questi la cottura migliore è fare un fondo bianco per ortaggi: miscelare acqua fredda con farina, succo di limone e burro o olio. Fai una cremina che andrai ad aggiungere all’acqua di cottura di questi ortaggi ricchi di ferro e così facendo si preserva il colore di queste verdure che tendono ad annerire facilmente.

ASPARAGI: vanno cotti in piedi con i gambi immersi nell’acqua e le punte fuori dall’acqua.

La ZUCCA tipo mantovana va cotta intera al forno.

LEGUMI : con o senza ammollo vanno lavati bene e messi in acqua fredda dentro un recipiente meglio se in terra cotta. La cottura deve essere lentissima ed è preferibile usare solo mestoli di legno; evitare gli sbalzi di temperatura e il sale va aggiunto solo a fine cottura.

SBIANCATURA E RAFFREDDAMENTO (BLANCHIR E REFROIDIR): si devono mettere le verdure in acqua bollente e dopo qualche secondo (o minuto) vanno messe in acqua fredda, meglio se con ghiaccio. Questo metodo garantisce il colore vivace delle verdure e viene usato anche per spellare i pomodori, per spellare le mandorle..).

La cottura A VAPORE viene fatta con gli appositi cestelli e le verdure disposte sbucciate intere o a pezzi.

La cottura IN FORNO rende le verdure più morbide, mentre la cottura SU GAS le rende più croccanti.

Si può cuocere le melanzane direttamente sul fuoco (gas) intere girandole di tanto in tanto senza mai bucarle. Conferisce alla verdura un sapore AFFUMICATO.

PASTA FRESCA ALL’UOVO

Non faccio spesso la pasta fresca ma se avessi più tempo dedicherei parte della settimana nel prepararla; ma comunque ogni tanto ci provo!

Al corso di cucina amatoriale che ho fatto mesi fa ci hanno dato delle piccole dritte su come farla a regola d’arte ed ora ti voglio girare queste perle di saggezza.

La classica ricetta che tutti conoscono prevede di utilizzare per 100 gr di farina 1 uovo, ma di seguito ti darò altre due ricette per ottenere un impasto ancora più liscio e delicato.

Per TAGLIATELLE e TAGLIERINI (dose per 2 persone) e LASAGNE E TORTELLINI (dose per 4 persone)

– 2 uova – 200 gr di farina “0” – 1+1/2 cucchiaino di olio extravergine di oliva

Per TORTELLI e RAVIOLI dose per 4 persone

– 1 uovo – 4 cucchiai di acqua – 200 gr di farina “0” -2 cucchiai di olio extravergine di oliva

Disponi la farina a fontana su una tavola di legno, di quelle che si usa proprio per la pasta fresca e crea al centro una fontana dove metterai il resto degli ingredienti: le uova, l’acqua e l’olio.

Con una forchetta comincia a sbattere l’uovo e piano piano incorpora la farina. Ottieni una palla che dovrai lavorare col palmo delle mani per almeno 20 minuti. Io alle volte mi bagno le mani se vedo che la mia palla deve essere leggermente idratata.

Impastare bene la tua palla di pasta fresca favorisce lo sviluppo del glutine.

Una volta che il tuo impasto risulta liscio e compatto fallo riposare per almeno 30 minuti prima di stenderlo avvolto in pellicola trasparente.

NON AGGIUNGERE SALE NELL’IMPASTO PERCHE’ ATTIRA ACQUA e rischi di doverne mettere più di quella che necessita.

Dalle la forma che preferisci e divertiti a creare una bontà unica…perchè diciamocelo.. la lasagna fatta in casa ha un altro sapore!!

Una donna che sa fare la pasta a regola d’arte ha un prestigio che
resiste anche oggi a qualsiasi altro richiamo dei tempi. (Sophia Loren)

BAVARESE DI YOGURT

Oggi ho proprio voglia di un po’ di dolcezza…non eccessiva ma ugualmente buona e delicata! La bavarese che ti propongo l’ho fatta al corso amatoriale di cucina e devo dire che mi è piaciuta molto fatta con lo yogurt. Poi comincia a fare caldo e questa soluzione di dolce è adatta al periodo.

Ingredienti per 6 persone: – 250 gr di yogurt a temperatura ambiente – 250 gr di crema di latte – 100 gr di zucchero – 3 fogli di colla di pesce

Per prima cosa metti la colla di pesce ad ammorbidire in acqua fredda, meglio se con ghiaccio. Dopo che è diventata morbida strizzala leggermente e falla sciogliere in un pentolino a fiamma bassa; attenta a non farla bollire!

Nel frattempo mescola lo yogurt con lo zucchero dentro un recipiente; quando la colla di pesce si è completamente sciolta falla colare goccia a goccia nello yogurt mescolando molto bene con una frusta.

Quando il composto comincia a “tirare” monta la crema di latte ma lasciala morbida (non deve essere troppo montata) e incorporala al composto di yogurt. Mescola tutto molto bene.

Prepara uno stampo: puoi usare quello da plum-cake se non hai uno stampo per bavarese. Io ne ho uno di plastica dura con o senza foro al centro e il tappo. ma se ne usi altri ricordati di bagnarli e di foderarli con la pellicola in modo da staccarli agevolmente.

Perfetto, hai quasi finito. Riempi lo stampo con il composto e mettilo in frigo per qualche ora.

Puoi decorare la tua bavarese come vuoi.. con frutta fresca oppure con una composta. Puoi fare la bavarese con la marmellata scaldandola e aggiungendo poco zucchero; la colla a caldo si mette direttamente nella marmellata.

Bene, spero che ti sia venuta bene la tua bavarese… la mia era proprio buona!!

Non importa quanto ho mangiato, ci sarà sempre spazio per il dessert.

Il dessert non va nello stomaco.

Il dessert va dritto al cuore.

(Anonimo)

TORTA CON GLI ALBUMI

Quando preparo la frolla mi restano tante chiare d’uovo e fare sempre le solite meringhe diventa noioso. Allora cosa posso farci con questi avanzi? A parte una bella frittata con chiare direi che l’alternativa golosa è proprio una torta.

La torta con gli albumi è molto facile da fare ed è molto buona da mangiare. Si mantiene bene per giorni se chiusa dentro una busta di carta.

Ingredienti: -200 gr di albumi – 180 gr di zucchero semolato – 120 ml di olio di semi – 20 gr di farina – 1 bustina di lievito per dolci

Monta gli albumi a neve con un pizzico di sale e lo zucchero. Otterrai una meringa.

Aggiungi molto delicatamente la farina setacciata e l’olio e ricordati, sempre dal basso verso l’alto.

Prepara una tortiera: imburrata e infarinata per non fare attaccare la tua torta. Io questa volta ho usato una forma a ciambella.

Inforna a 180° per circa 30 minuti o comunque fai la prova dello stecchino.

Questa torta è ideale sempre…per la colazione, per l’ora del tè oppure per una piccola coccola dopo cena.

Tecnicamente se non tagli una torta ma la mangi intera con la forchetta vale come una fetta.
(fangirland_, Twitter)

PANCAKES

Questa ricetta credo di averla da moltissimi anni. I mei figli adorano la colazione americana e molte volte gli ho fatto trovare, specialmente la domenica, uova strapazzate, pancakes e pancetta abbrustolita. Ora che sono grandi la domenica si alzano tardi, quindi mi limito a cucinargli i pancake la mattina prima di andare a scuola. La ricetta la tengo appesa con una calamita al frigorifero… sempre pronta anche per una merenda diversa.

Ingredienti per 12 pancakes: – 200 ml di latte – 125 gr di farina – 25 gr di burro fuso – 15 gr di zucchero – 6 gr di lievito per dolci 2 uova intere

La preparazione è molto semplice: metti tutto dentro il frullatore. Ricordati che deve riposare almeno 20 minuti per dare il tempo alla farina di incorporare bene i liquidi. Questo vale per tutte quelle preparazioni cosiddette “pastelle”.

Normalmente preparo tutto la sera per la mattina e lascio riposare in frigorifero tutta la notte.

Un’accortezza per me importante: la cottura. Io uso una piccola padellina del diametro di cm 12. La scaldo molto bene sul fuoco e aggiungo giusto una goccia di olio, ma solo per il primo pancake. Dopo non aggiungerlo più, se la padella è buona non serve.

L’anno scorso, durante la settimana prima di Pasqua, siamo andati a New York e la colazione era il pasto della giornata più divertente. Arrivavano dei pancakes giganteschi, molto alti accompagnati dallo sciroppo d’acero. La pancetta era cotta alla perfezione ed era accompagnata da patate e peperoni tagliati piccolissimi. Non importava ordinarli, ti arrivavano comunque insieme a due fette di pane abbrustolito col burro. Ricordo ancora gli odori in quel locale, un misto di griglia misto all’odore del caffè americano e i ragazzi in bicicletta che portavano la colazione take away a casa delle persone. Una bellissima vacanza!!

Sai cosa voglio mangiare a colazione? […] Voglio mangiare un bel piattone di frittelle di mirtillo con tanto sciroppo di acero sopra, uova strapazzate e anche cinque salsicce. […] E voglio bere un bicchierone di succo d’arancia e una tazza di caffè forte. E poi voglio una gran fetta di crostata.

(Dal film Pulp fiction)

ROTOLO DI POLLO RIPIENO

Questa è una ricetta che faccio spesso perché in casa piace molto e si prepara in poco tempo. La classica fettina di pollo grigliata diventa noiosa da servire a tavola, così compro una confezione formato famiglia e assemblo il tutto. Non importa avere un intero petto, è più agevole comprare le fette già pronte.

ROTOLO DI POLLO FARCITO

Per prima cosa preparati due fogli di carta forno; distendi su di uno tutte le tue fette di pollo in modo ordinato; devi sovrapporle le une alle altre in modo da avere una buona base.

Disponi l’altro pezzo di carta forno sopra il tuo pollo e comincia ad assottigliare le fette col batticarne in modo da ottenere , per tutte, lo stesso spessore; sarà più facile ed omogenea la cottura. Io uso un batticarne come in foto perché si riesce a battere la carne in maniera più ampia…

Una volta che hai battuto bene la carne comincia a farcire il pezzo a tuo gradimento. Ricordati di salare e pepare il tuo pezzo di carne prima di procedere col ripieno.

Io ho messo delle foglie di bietola a crudo..si, non ho avuto il tempo e voglia di cucinarle, ma tanto dentro il forno si cuoceranno alla perfezione insieme al pollo!! Ma tu puoi mettere spinaci, erbette oppure delle belle fette di prosciutto crudo o, perché no, delle fette di mortadella (che io adoro!!). Per ultimo disponi delle sottilette o se vuoi della fontina. Ti sconsiglio la mozzarella, rilascia troppa acqua.

Quando hai messo il ripieno chiudi il tuo pollo a salsicciotto aiutandoti con la carta forno. Chiudilo bene a caramella.

La prima cottura verrà fatta avvolto dalla carta forno in modo da fargli mantenere la forma. Evita gli stecchini, poi sono difficoltosi da togliere. Inforna a 200° per circa 20 minuti; poi togli la carta e fai cuocere per altri 20 minuti in modo da far dorare bene la superficie del tuo rotolo.Per un effetto più scenico accendi il grill e fai dorare da entrambi le parti.

“Ma che donnenude e donnenude.. Sognavo un pollo, e che pollo! Dorato.”
– Beniamino Lomacchio

ACCENDERE LA BRACE

Prerogativa maschile, la brace mi ha sempre affascinato ma non mi ero mai cimentata nell’arte di accenderla. Ma sono una persona abbastanza testarda e non mi lascio travolgere da quello che non so fare… impara l’arte e mettila da parte, è il mio motto.

Non ho mai avuto bisogno di imparare visto che ho sempre avuto chi lo ha fatto per me, ma sono rimasta sola coi miei figli nel periodo della quarantena e rinunciare ad una buona grigliata proprio non volevo. Quindi mi sono rimboccata le maniche e ho provato.

La prima volta ho fatto come ho sempre visto fare, con la legna e poi la carbonella ma ho fatto un vero disastro. Il fumo era impressionante tanto che la signora che abita sopra di me ha dovuto chiudere le finestre.. mi sono vergognata!! Per fortuna la carne era di ottima qualità e l’abbiamo mangiata lo stesso. Poi mi sono detta: guardati un video online, qualcosa ci deve essere. E così ho fatto.

Il tutorial era spiegato molto bene e la seconda volta ho fatto una bella brace, pochissimo fumo e la carne è venuta ottima. La carbonella è rimasta accesa fino alla mattina dopo, tanto che ho grigliato a fine cena anche dei peperoni (li adoro).

Ebbene, basta con le chiacchiere… se sei una donna e non sai come fare la griglia con la carbonella eccoti i passaggi.

1. Disponi sul braciere una busta di carbonella; di solito corrisponde a 3 Kg. Dipende cosa vuoi fare e dalla grandezza del tuo braciere ne puoi mettere di più o di meno. Disponi la carbonella a forma di vulcano con al centro un buco e tieni da parte i pezzi più grossi e più lunghi per poter fare, dopo, la chiusura. Ti sporcherai un po’ le mani, ma è divertente; altrimenti usa un paio di guanti. Vedi foto.

2. Prendi un paio di pezzi di carta da cucina e impregnala di olio… va bene anche quello di oliva; non esagerare, farà fumo. Altrimenti puoi utilizzare delle pasticche a base chimica che trovi in commercio, ma puzzano un po’. Disponi la tua carta all’interno del tuo piccolo vulcano e accendila. Stai attenta a non bruciarti! Vedi foto.

3. Chiudi il tuo vulcano di carbonella con i pezzi grossi che ti eri tenuta da parte. Anche qui attenta a non bruciarti. Non avere paura a chiudere, l’aria entra anche lateralmente e questo manterrà la fiamma accesa. Lascialo bruciare per il prossimo quarto d’oro. Vedi foto.

4. Dopo circa 15 minuti comincia a dargli aria con un pezzo di carta o meglio con un ventaglio. Attenta che scoppietta un po’, potresti farti male. Come puoi vedere finora abbiamo fatto veramente pochissimo fumo. Per me è stata una soddisfazione immensa!! Ho sempre visto fumo e fiamme da quel braciere… Vedi foto.

5. La carbonella deve essere bella ardente altrimenti non ti cuocerà niente. Continua a mandare aria all’interno, meglio dal basso. Dovresti vedere delle piccole fiamme uscire. Continua per almeno altri 20 minuti o almeno fino a che ti sembra che sta bruciando. Passato questo tempo puoi allargare la carbonella e cominciare a grigliare i tuoi piatti. Io oggi ho cominciato grigliando le verdure per poi passare a tre belle orate.

Se grigli il pesce ricordati di non farti togliere le squame… ti si appiccica tutto e lo distruggi. Invece le squame resistono agli agenti esterni e mantengono la pel del tuo pesce le intatta. Stai attenta che sia la carne che il pesce rilascia del grasso che colando sulla brace crea delle lingue di fuoco che potrebbero bruciare tutto.

„Nella carne del pesce alla griglia, dallo sgombro più umile al salmone più raffinato, c’è qualcosa che sfugge alla cultura. È così che gli uomini devono aver preso coscienza per la prima volta della loro umanità, imparando a cuocere il pesce, confrontandosi con quella materia che a contatto con il fuoco rivelava al contempo una purezza e una selvatichezza intrinseche.“ — Muriel Barbery, libro Estasi culinarieOrigine

LENTICCHIE (DI MARIA PIA)

Si chiamano coì perché mi ha insegnato a farle in questo modo, appunto, Maria Pia; una mia vicina di casa che frequentava lo stesso bagno al mare dove portavamo i bambini. Ho sempre avuto difficoltà a fargli mangiare le lenticchie benché non mi davano problemi con le verdure.

Quel giorno ci siamo seduti allo stesso tavolo e lei apre una schischetta con all’interno queste lenticchie ancora tiepide. Le abbiamo assaggiate, tutti, e i miei figli fecero il bis.

“Ti insegno come le cucino, sono ottime” mi disse Maria Pia. E da quel giorno queste sono le mie lenticchie

Son molto facile da fare, richiedono poco tempo per la preparazione e il risultato ti sorprenderà…

Ingredienti: – Lenticchie secche – 2 carote – 1 costa di sedano – 1 cipolla piccola – 2 patate medie o 1 grossa – sale – pepe

Per rima cosa devi frullare molto finemente le carote, la cipolla, il sedano e le patate.

Dopo con questo trito fai un piccolo soffritto con un filo d’olio; 5 minuti bastano.

Sciacqua bene le lenticchie per togliere eventuali impurità. Non devi metterle in ammollo il giorno prima, le lenticchie non hanno bisogno di questo passaggio.

Metti le lenticchie all’interno della pentola con abbondante acqua e fai cuocere. Non ti do un tempo di cottura, io di solito le assaggio. Aggiungi il sale e il pepe e se vuoi due foglie di alloro.

Normalmente le servo brodose, a noi piacciono così; ma puoi tranquillamente far ritirare l’acqua di cottura e servirle come contorno.

Sono ottime a capodanno, l’immancabile piatto di lenticchie e cotechino…. oppure puoi preparare un ottima pasta e lenticchie e vedrai che i tuoi figli ne andranno ghiotti!!

E come tante cose che sembrano facili, la pasta e lenticchie o è divina o sa di refettorio.
(Vallizam, Twitter)

PATATE ARROSTO

Le patate arrosto sono un classico contorno da accompagnare con un pollo, un arrosto o qualsiasi cosa ci possa piacere.

Sono facile da fare e ognuno di noi li condisce a proprio piacimento… ma ti è mai capitato che ti rimangono attaccate alla teglia?? Quante volte ti sono rimaste attaccate , benché tu avessi messi tanto olio?

Bene, ora ti svelo come mi hanno insegnato a farle. Me lo disse tanti anni fa un mio amico chef; gli dissi che, benché adottassi ogni criterio possibile, benché le girassi di continuo..niente..attaccate!!

-Le devi prima lavare in acqua già tagliate e poi dargli una leggere bollitura in pentola-

Bene, non mi si sono più attaccate!! Il segreto, in pratica, è quello di tagliarle come più ti piacciono e lavarle bene in acqua per togliere l’amido. Dopodiché mettile in una pentola con acqua bollente, lasciale in cottura due minuti da quando ribolle e dopo scolale bene e adagiale sulla tua teglia.

Io le condisco con subito con olio, sale e pepe e aromatizzo con gli odori del mio giardino.. salvia, rosmarino e maggiorana. Aggiungo anche due spicchi d’aglio vestito.

Fai cuocere a forno ventilato fino a che cominciano ad abbrustolire. Solo dopo che hanno preso colore puoi girarle per continuare la cottura.

Se vuoi aggiungi qualche carota intera ma pulita.. farai un figurone!!

E se vuoi sapere un’altra cottura, vai a vedere le mie patate arrosto finte…